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Articolazioni ed ossa: come mantenerle sane?

In collaborazione con il Dr. Leo Massari, Direttore Unità Operativa di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero – Università di Ferrara.

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Le ossa e le articolazioni fanno parte del Sistema Muscolo-Scheletrico del corpo umano, assieme anche alle strutture muscolari e tendinee. Il tessuto osseo svolge diverse funzioni importanti:

  • funzioni di sostegno del corpo;
  • funzioni di movimento, contribuendo a formare le articolazioni;
  • funzione di protezione degli organi interni (pensiamo alla colonna vertebrale all’interno della quale decorre il midollo spinale);
  • funzioni di omeostasi (ovvero mantenimento di valori normali) del calcio circolante nel sangue.

Il ciclo di rimodellamento osseo

L’osso non è un tessuto statico, ma è un tessuto in continuo movimento, o turn-over: vi sono cellule che formano osso (gli osteoblasti), cellule che riassorbono osso (gli osteoclasti) e cellule che si trovano all’interno delle ossa e che funzionano da “sensori” interni ai carichi meccanici sulle ossa stesse (gli osteociti).

Durante il periodo di crescita sono più numerosi ed attivi gli osteoblasti (le ossa devono crescere di dimensioni) poi, durante l’età adulta, il bilanciamento tra formazione e riassorbimento di osso (osteoblasti vs osteoclasti) è praticamente pari (tanto osso si forma/tanto osso si riassorbe) ed infine in età avanzata prevalgono i fenomeni di riassorbimento rispetto a quelli di formazione dell’osso (con una differenza importante di genere data dalla post-menopausa e dalla osteopenia successiva).

Questa particolarità del turn-over continuo è caratteristica solamente del tessuto osseo e, tra l’altro, rende ragione del fatto che, dopo una frattura, si innescherà un processo biologico di riparazione della stessa che porterà, in un tempo che può durare anche anni, alla ricostituzione di un tessuto assolutamente identico a quello presente prima della frattura. Per capirsi, dopo una lesione della cute, il processo riparativo formerà una cicatrice che non ha le caratteristiche anatomiche e fisiologiche della cute normale, ma di un tessuto diverso dalla cute stessa.

La funzione di “deposito” di Calcio.

Il Calcio è uno ione fondamentale per il corretto funzionamento di tutti gli organi del nostro corpo e il mantenimento nel sangue circolante di adeguati livelli è fondamentale per la vita. In caso di scarsezza di Calcio nel sangue (ipocalcemia) si possono verificare importanti problemi a livello muscolare fino ad arrivare ad alterazioni del ritmo cardiaco e/o a crisi cardiache. Anche in caso di eccesso di Calcio circolante nel sangue (Ipercalcemia) si possono verificare:

  • problemi muscolari;
  • problemi renali;
  • problemi cardiaci;
  • fino a gravi aritmie ed arresti cardio-circolatori.

Pertanto in caso di diminuzione o carenza di questo importante ione nel sangue circolante, vuoi perché assunto in quantità insufficiente con l’alimentazione vuoi per problematiche metaboliche o organiche di vario tipo (neoplasie, iperattività ghiandolari delle paratiroidi, metastasi ossee, ecc. ecc.) il nostro organismo va a prendere il Calcio dove ce n’è: le nostre ossa. Così facendo, però, si va a ridurre il contenuto di Calcio nelle ossa stesse riducendone la massa globale.

Queste situazioni si verificano, soprattutto, nelle persone anziane causando le situazioni di Osteopenia/Osteoporosi tipiche della popolazione anziana.

Esistono, pertanto, due tipologie di osso:

corticale (o compatto): che è parte principale delle cosiddette ossa lunghe (femore, tibia, omero, radio, ulna, metacarpi, metatarsi, falangi);

spongioso: che è parte principale delle cosiddette ossa piatte (corpi vertebrali, ossa della mano e del piede, estremità delle ossa lunghe che fanno parte delle articolazioni).

L’osso corticale è molto rigido e resistente ai carichi ed ai traumi, ma è meno vascolarizzato; l’osso spongioso è più elastico, meno resistente, ma molto vascolarizzato.

Le articolazioni

Sono strutture complesse composte da diversi tessuti che si rapportano tra loro e che hanno caratteristiche fisiche, biologiche e maccanice molto diverse tra di loro. Il corretto rapporto/bilanciamento di questi tessuti rende ragione delle caratteristiche delle articolazioni umane.

I tessuti che compongono le articolazioni sono:

  • le ossa – con le loro estremità articolari costituite prevalentemente da osso spongioso molto elastico e vascolarizzato;
  • la cartilagine – tessuto con poche cellule e molta sostanza extracellulare, che da un lato permette il movimento della articolazione senza produrre attrito dall’altro contribuisce a ridurre il carico sull’articolazione stessa distribuendolo su una superficie più ampia riducendo, quindi, il carico per unità di superficie; la cartilagine è un tessuto poco vascolarizzato e, pertanto, viene nutrita da due sistemi: l’osso sul quale si appoggia (osso sottocondrale), che essendo osso spongioso è molto irrorato ed il liquido sinoviale, componente fondamentale delle articolazioni;
  • la membrana sinoviale – è un tessuto riccamente vascolarizzato che si trova all’interno delle articolazioni, tappezzandone la parete interna, e che produce il liquido sinoviale; il liquido sinoviale è un liquido viscoso, che ricorda un po’ l’olio lubrificante delle macchine, e che ha una duplice funzione: lubrificante le superfici articolari per consentire il movimento senza attrito; nutriente la cartilagine che riveste le superfici articolari (cartilagine di rivestimento);
  • la capsula articolare ed i legamenti – che ricoprono l’articolazione creando un microambiente chiusi e protetto che favorisce il corretto e normale funzionamento della articolazione. I legamenti costituiscono dei “rinforzi” della capsula articolare atti a mantenere la stabilità delle articolazioni durante il movimento e ad evitare che movimenti abnormi (non normali) delle articolazioni comportino la rottura delle stesse. Sono costituiti da fibre collagene di tipo elastico e come tali si allungano e ritirano a seconda degli stress, ai quali la articolazione viene sottoposta, ma hanno anche importantissime terminazioni nervose, di tipo propriocettivo, che fanno sì che oltre alla resistenza intrinseca delle fibre legamentose si inneschino anche meccanismi automatici di reazione muscolare, agli stress abnormi stessi.

 

FOCUS

Manteniamo in forma ossa e articolazioni

La salute di ossa ed articolazioni la potremmo suddividere in 2 grosse parti:

  • la Salute Meccanica (o Biomeccanica);
  • la Salute Biologica.

 

Ovviamente, queste due parti sono strettamente interconnesse tra loro.

In considerazione del fatto che ossa ed articolazioni servono a sostenere ed a muovere il nostro corpo la “Salute Meccanica” di queste strutture dipenderà dalla attività motoria che noi faremo.

Tutti sappiamo che una persona allettata per molti giorni svilupperà un quadro di riduzione della massa ossea (oltre che muscolare) in quanto la struttura scheletrica non viene sottoposta al carico meccanico per il quale è stata costruita. Anche gli astronauti che rimangono in assenza di gravità per molte settimane sviluppano un quadro di perdita di massa ossea.

Pertanto le attività motorie di carico sono fondamentali per il mantenimento di un trofismo osseo adeguato. Questo vale sia nel giovane che nell’adulto/anziano, ovviamente con differenze riguardo alle quantità ed alle tolleranze ai carichi a seconda delle situazioni di salute generale dei soggetti.

L’attività motoria, specie se individualizzata ed adattata, comporta una attivazione muscolare che, direttamente ed indirettamente, contribuisce al mantenimento in salute di ossa ed articolazioni e alla riduzione delle conseguenze fratturative di traumi anche banali. Per fare un esempio, se un soggetto scivola o inciampa e cade sui glutei può rompersi il collo del femore (evento frequente negli anziani ed altamente complesso) oppure avere una contusione dei muscoli glutei se questi sono sufficientemente trofici.

La “Salute meccanica” delle ossa e delle articolazioni è, quindi, condizionata dal movimento, ma risente anche di altri fattori e condizioni del soggetto: ad esempio il sovrappeso (specialmente per le articolazioni degli arti inferiori e della colonna vertebrale), gli sforzi eccessivi (sollevamento e spostamento di pesi con movimenti inadeguati), l’età, soprattutto, in termini di riduzione di massa ossea (osteopenia/osteoporosi) e di massa muscolare (sarcopenia).

La “Salute Biologica” di ossa ed articolazioni è da considerarsi funzione di diversi fattori:

  • l’età;
  • la presenza di malattie metaboliche;
  • la corretta alimentazione;
  • la giusta idratazione.

L'età

è un fattore ovviamente non correggibile ma che dobbiamo tenere in considerazione quando vogliamo mantenere sane ossa ed articolazioni.

La presenza ed il trattamento di malattie metaboliche

che possono incidere sul turn-over dell’osso e sul trofismo dei tessuti articolari, fanno parte del quadro clinico individuale e devono essere adeguatamente riconosciute e trattate in ambito medico.

La corretta alimentazione

è un aspetto fondamentale per la “Salute Biologica” di ossa ed articolazioni: un corretto apporto alimentare giornaliero di Calcio e Vitamina D consente al nostro organismo di non dover “andare a prendere” Calcio dalle ossa per mantenere l’equilibrio del Calcio circolante nel sangue. Questo è tanto più valido nelle persone anziane che sono sempre carenti di Vitamina D, molecola fondamentale per l’assorbimento intestinale del Calcio alimentare (tant’è vero che spesso si consiglia l’assunzione di dosi di Vitamina D a cadenza settimanale o mensile (a seconda dei casi) in questa classe di persone, specie nelle donne in post-menopausa).

La giusta idratazione

che è fondamentale nel mantenimento della “salute” di ossa ed articolazioni in considerazione del fatto che il nostro corpo (e quindi anche ossa ed articolazioni) è costituito da circa il 60% di acqua. E’, quindi, fondamentale bere 1,5-2 litri di acqua al giorno, anche per mantenere in salute ossa ed articolazioni.