Cani e gatti: li vacciniamo?

Con la collaborazione de Dott. Lorenzo Sampaolo, Medico Veterinario – Ambulatorio veterinario Dr. Poeta – Porto Recanati (MC)

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L’Italia è indubbiamente un Paese molto affezionato agli animali domestici. La tendenza degli ultimi anni evidenzia un continuo aumento della spesa pro-capite sostenuta dai proprietari per cure veterinarie e in generale per il benessere del proprio animale. Di pari passo, anche la medicina veterinaria negli ultimi decenni si è molto evoluta, grazie alla ricerca e a numerosi studi scientifici, che hanno reso possibile conoscere, diagnosticare e curare malattie di cani e gatti per le quali, solo un decennio prima, non vi era rimedio.

E’ noto che il benessere degli animali, prima ancora che dalla cura delle malattie, passa per la prevenzione delle stesse. Questo significa, non solo assicurare un’adeguata alimentazione, possibilità di socializzare e compiere i comportamenti specie-specifici, ma anche stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi proteggenti, specifici per le singole malattie dei nostri amici a quattro zampe. Questo è possibile grazie alle vaccinazioni.

Vaccinare… perché?

Così come per l’uomo, anche per il cane e il gatto sono stati perfezionati dei vaccini e dei protocolli vaccinali che, se rispettati permettono di prevenire malattie spesso molto debilitanti, talvolta mortali (ad esempio leptospirosi, rabbia). In questo scenario è, quindi, auspicabile che più cani e gatti possibili beneficino della vaccinazione, in maniera da avere un’elevata “immunità di popolazione” che riduce drasticamente il rischio di epidemie di malattie infettive.

Vaccini “core” e vaccini “non core”

Vengono definiti vaccini “core” quelli che ogni cane e ogni gatto dovrebbe ricevere indipendentemente dalle circostanze o dal luogo in cui vive, poiché li proteggono dalle malattie più debilitanti e fatali a distribuzione mondiale. I vaccini non core sono, invece, quelli raccomandati solo per cani e gatti che, per localizzazione geografica, ambiente locale o stile di vita, sono a rischio di contrarre determinate infezioni.

 

Nello specifico, i vaccini core per il cane sono quelli che proteggono da:

  • l’adenovirus 1 (cav-1) – è responsabile dell’epatite infettiva del cane, una malattia con mortalità del 20% che non ha nulla a che fare con l’epatite dell’uomo;
  • l’adenovirus canino 2 (cav-2) – determina, invece, infezione delle vie respiratorie con relativa sintomatologia, spesso in co-infezione con altri agenti eziologici;
  • il parvovirus canino (cpv-2) – è invece responsabile di una gravissima gastroenterite, con febbre, in grado di portare a totale deplezione del sistema immunitario e frequenti sovra infezioni batteriche.
  • Il virus del cimurro (cdv) – con gravi sintomi respiratori e neurologici.

 

I vaccini core per il gatto servono, invece, a proteggerli da:

  • il parvovirus felino (fpv) – provoca sintomi quali febbre, anoressia, vomito e diarrea con panleucopenia (altro nome di questa malattia), cioè totale deplezione del sistema immunitario. Ha purtroppo una mortalità molto elevata;
  • l’herpes virus felino (FHV) e il calicivirus felino (fcv) – agiscono spesso in concomitanza. Il primo è responsabile di sintomi delle prime vie respiratorie (rinite, scolo nasale), e oculari (congiuntiviti, cheratiti, ulcere corneali); il secondo provoca infiammazioni “buccali” dolorose: gengiviti, fauciti, ulcere linguali con conseguente anoressia. Frequenti anche sintomi oculo-nasali.

Si ritiene di estrema importanza anche la vaccinazione che protegge dai batteri leptospira, che il VGG (Vaccination Guidelines Group) non menziona tra i vaccini “core”, poiché non ha diffusione globale.

FOCUS

Quali protocolli vaccinali rispettare?

I cuccioli e i gattini, dopo la nascita, acquisiscono molti anticorpi attraverso la suzione di latte materno, in grado di proteggerli dalle malattie infettive. Questa immunità diminuisce a circa 6-8 settimane di età. Da lì in poi la raccomandazione del VGG è di iniziare con i vaccini core, con richiami ogni 2-4 settimane fino a 16 settimane di età. Quindi, il numero di vaccinazioni della prima serie del cucciolo, sarà determinato dall’età alla quale si inizia con la vaccinazione e dall’intervallo scelto tra i richiami. Pertanto, non essendoci una regola universale per la prima serie vaccinale, sarà il Medico Veterinario ad adattare il protocollo vaccinale sul singolo paziente. Si esegue, poi, un richiamo all’anno di età e ulteriori richiami annuali o triennali a seconda del vaccino da richiamare (i vaccini vivi attenuati determinano un’immunità che persiste per tre anni, i vaccini inattivati creano un’immunità con persistenza annuale).