Conosciamo il medico di base

Dott. Massimo Sbrana AUSL della Romagna (Forlì)

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Medico di base è una definizione un po’ riduttiva e inesatta. Attualmente la denominazione giusta è “Medico di medicina generale”, comune a tutti i Paesi europei:

  • Generaliste in Francia;
  • General Pratictioner in Gran Bretagna;
  • Allgemeinartz in Germania;
  • Medico General in Spagna.

E questo (che suona un po’ più nobile rispetto a medico di base) non significa che comanda su tutti, come un generale, bensì che il suo campo di azione copre tutti gli aspetti riguardanti la salute della persona. È, infatti, il primo professionista operatore del Servizio Sanitario Pubblico al quale il cittadino si può rivolgere in tempi rapidi, senza limitazioni e gratuitamente, addirittura senza ticket.

Il rapporto del cittadino col proprio medico deve essere basato sulla fiducia, sulla certezza che ogni azione proposta o intrapresa dal medico ha come unico scopo il bene e la tutela della salute del singolo, della famiglia e della comunità. Il medico deve avere ben presente il “profilo” di ogni assistito:

  • dalla familiarità alla situazione lavorativa e sociale;
  • dallo stile di vita ai fattori di rischio per le numerose malattie degenerative;
  • dalla fede religiosa alla provenienza geografica.

Ciò è essenziale perché si crei quella “empatia” che consenta la migliore comunicazione interpersonale. 

Come si sceglie

Ogni cittadino con età sopra 14 anni (prima ci si rivolge al pediatra, con qualche eccezione) “sceglie” (libera scelta) il proprio medico, secondo l’ubicazione e agli orari dell’ambulatorio, ma soprattutto sulla base della fiducia, che deve nascere con la conoscenza. Se questo non accade, il cittadino è libero di cambiare.

 

  • Oltre a consultare l’elenco dei dottori disponibili convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), è bene, quindi, riflettere sulle proprie necessità e, magari, una volta individuato il medico che sembra adatto, andare a conoscerlo di persona. Il rapporto che si crea tra questa categoria di professionisti e la persona è, infatti, basato sulla confidenza e la fiducia.
  • Con il tempo, il dottore può diventare una figura di riferimento alla quale rivolgersi anche in un momento di depressione e, per gli anziani, anche per ricevere conforto dalla solitudine.
  • Dopo aver eseguito, quindi, una scelta ponderata, basta effettuare la registrazione presso la propria ASL di appartenenza.
  • La validità della scelta è annuale e si rinnova tacitamente.
  • Medico e paziente, poi, possono decidere di interrompere il rapporto. In questo caso, la decisione va comunicata all’ASL di riferimento.

Esistono sul territorio svariate proposte organizzative (case della salute, nuclei di cure primarie ecc…) che offrono orari di apertura allargati e massima fruibilità dei servizi.

FOCUS

Empatia e cultura scientifica

Molti dei cosiddetti “errori medici” sono causati da una non corretta comunicazione medico-paziente e paziente-medico. Oltre che essere un empatico buon comunicatore, il medico deve possedere un’ampia e sempre aggiornata cultura scientifica, basata sulle tante linee guida internazionali, ma anche condita con buon senso e con umanità. Infatti, essendo ogni persona unica e diversa, e occupandosi non di malattie, ma di persone malate, qualsiasi intervento deve essere adattato e personalizzato e, in questo processo, interviene l’esperienza che nessuna intelligenza artificiale potrà sostituire.