La sindrome influenzale e… la sua ripresa!

In collaborazione con il Dr. Roberto Castello, UOC Medicina Generale A – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Verona)

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In genere, l’influenza si presenta con epidemie annuali durante la stagione invernale. Casi sporadici possono accadere anche al di fuori delle normali stagioni influenzali, anche se nei mesi estivi l’incidenza è trascurabile.

Le epidemie influenzali annuali possono determinare morbosità e mortalità elevate. Globalmente, ogni anno, il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta (vale a dire da 350 milioni a 1 miliardo di persone). In Italia la sorveglianza epidemiologica e virologica della sindrome influenzale è coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI), con il contributo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dei referenti presso le Asl e le Regioni.

I soggetti più a rischio

In base ai dati relativi alle diverse stagioni influenzali, la curva epidemica, generalmente, raggiunge il picco all’inizio del mese di febbraio, colpendo soprattutto la popolazione in età pediatrica (0-4 e 5-14 anni), con un’incidenza che decresce all’aumentare dell’età (sino a raggiungere il valore minimo negli ultra 64enni). I casi severi e le complicanze dell’influenza sono, tuttavia, più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio come:

  • diabete;
  • malattie immunitarie;
  • malattie cardiovascolari
  • malattie respiratorie croniche.

Talvolta vi è un aumentato rischio di malattia grave nei bambini molto piccoli e nelle donne gravide. Tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane, che non rientrano in alcuna delle categorie citate. I virus responsabili della sindrome influenzale appartengono al genere degli orthomixoviridae nei suoi 4 tipi, al virus respiratorio sinciziale, adenovirus etc).

I sintomi più comuni

L’influenza è una condizione patologica acuta di natura prevalentemente virale ad esordio rapido, associata a:

  • febbre, naso che cola, malessere, cefalea, faringodinia, dolori muscolari, astenia e sintomi respiratori.

Inoltre, si possono avere:

  • occhi arrossati e lacrimosi, la gola pizzicante, brividi-freddo e qualche colpo di tosse e starnuti.

In casi non comuni possono manifestarsi:

  • nausea, vomito e diarrea.

Una volta che i sintomi si sono manifestati e la malattia è cominciata, una persona resta contagiosa per un periodo che va dal giorno prima a circa cinque giorni dalla comparsa dei sintomi. Possono esserci delle complicazioni quali:

  • sinusiti;
  • otiti;
  • bronchiti;

Queste ultime possono essere causate dal virus o possono essere dovute ad una sovrapposizione batterica.  

L’importanza della cura

La terapia della sindrome influenzale ha come scopo quello di alleviare la sintomatologia, piuttosto che combattere i virus.

  • Per influenza e raffreddore paracetamolo e ibuprofene sono i prodotti più indicati.
  • Per alleviare i dolori o abbassare la temperatura sono ottimi antidolorifici e antipiretici.
  • Per alleviare il naso chiuso si consigliano gli spray decongestionanti, da non somministrare ai bambini sotto i 6 anni.

In Italia i farmaci antivirali approvati per la cura dell’influenza sono quattro:

l’oseltamivir;

lo zanamavir;

l’amantadina;

la rimantidina:

Anche se sono efficaci solo per i 4 tipi del virus influenzale, ma non per gli altri e possono causare effetti indesiderati. Peraltro sono sempre molto valide “le tre regole delle nostre nonne: lana, letto, latte”.

L’infezione si trasmette per contagio interumano, tramite secrezioni respiratorie da parte di individui affetti.

FOCUS

Prevenire è sempre meglio che curare!

La prevenzione della sindrome influenzale può essere attuata mediante l’adozione di misure non farmacologiche. Il contagio avviene tramite le goccioline di saliva emesse con gli starnuti o la tosse, oppure per contatto con mani o superfici contaminate da secrezioni respiratorie. Il rispetto di norme igieniche elementari costituisce, quindi, una importante forma di prevenzione. In che modo? La prevenzione farmacologica dell’influenza può essere effettuata tramite i vaccini, i quali risultano inefficaci, nei confronti delle sindromi influenzali sostenute da virus diversi da quelli influenzali. La composizione del vaccino antinfluenzale è stabilita, ogni anno, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base di studi di sorveglianza, riguardanti le caratteristiche dei virus influenzali delle ultime stagioni. La vaccinazione va ripetuta ogni anno. In genere l'influenza dura dai tre ai sette giorni, ma una completa ripresa, può prolungarsi per due o tre settimane e può lasciare soprattutto una sensazione di spossatezza. La stanchezza è dovuta al fatto che il nostro sistema immunitario ha lottato e ha, quindi, il bisogno di riposare. Spesso la tosse persiste per diversi giorni dopo la fine della sindrome influenzale ed in genere tende ad essere secca e fastidiosa. E’ indispensabile ascoltare il nostro corpo e pazientare ancora un po'. In fase di convalescenza, preferibilmente da trascorrere a casa, per avere una ripresa più rapida è importante: - Riposare; - se proprio bisogna uscire, vestirsi adeguatamente, coprendosi dal freddo; - mantenere un livello di attività fisica basso; - evitare i luoghi affollati ed il contatto con persone colpite da sintomi influenzali; - bere molto per evitare la disidratazione e reintegrare i liquidi persi durante la malattia.