La tosse che non passa: dalla prognosi alla terapia

In collaborazione con il Dott. Roberto Castello – UOC Medicina Generale, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Verona)

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La tosse è la conseguenza di una inspirazione forzata, improvvisa, espulsiva, finalizzata al drenaggio di secrezioni o di corpi estranei delle vie aeree. Può essere un atto volontario o riflesso. Dal punto di vista clinico è importante distinguere la tosse in:

  • acuta (inferiore a tre settimane);
  • subacuta (dalle tre alle otto settimane);
  • cronica (superiore a otto settimane). pomeriggio. Sono degli ottimi integratori naturali adatti a tutti ma, data la grande ricchezza nutritiva, sono particolarmente consigliati a chi segue un’alimentazione vegetariana.

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La causa

L’impulso che scatena la tosse è mediato da particolari recettori, i tussicettori, che a loro volta sono attivati da stimoli di diversa natura:

  • infiammatori;
  • meccanici;
  • termici;
  • chimici

Considerati come recettori di irritazione, sono presenti nel naso, nella gola, nelle vie aeree medie e basse, nel polmone, nella pleura, nell’orecchio, nel pericardio, nella mucosa toraco-addominale e nello stomaco.

La tosse cronica o persistente, in particolare, può essere causata da molteplici fattori, talvolta concomitanti, ma non sempre di facile individuazione. Molto frequenti sono le patologie del rinofaringe, specie se accompagnate da gocciolamento retro nasale di muco, le pneumopatie croniche ostruttive, l’asma bronchiale e le sindromi asmatiche. A seguire, tra le principali cause, anche il reflusso gastroesofageo e l’uso di alcuni farmaci che potrebbero, talvolta, facilitare la comparsa della tosse.

La diagnosi

L’approccio diagnostico è di rilevante importanza e quasi sempre è guidato dalle caratteristiche della tosse e dai risultati della visita specialistica.

E’ importante indagare:

  • sulla modalità di insorgenza del sintomo;
  • sugli orari in cui si presenta;
  • sulla stagionalità;
  • sulle condizioni che scatenano l’attacco (ad esempio l’aria aperta o l’esposizione al fumo della sigaretta);
  • sui sintomi di accompagnamento;

Inoltre è fondamentale distinguere la tosse secca dalla tosse produttiva (associata ad escreato)

Tipologie

La tosse cronica – E’ comunemente associata alle pneumopatie croniche ostruttive (in particolare asma e bronco-pneumopatia cronica). Se accompagnata a produzione di escreato abbondante (tipica dei fumatori), indirizza di più verso la diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

La tosse cronica secca – Con respiro sibilante (specie in quei pazienti con storie di allergie forti), dovrebbe far insorgere il sospetto di un’asma allergica.

Nel caso in cui il paziente, invece, lamenta una tosse secca e stizzosa, che compare più frequentemente dopo pranzo (in posizione sdraiata), si potrebbe ipotizzare che lo stimolo irritativo possa essere un reflusso gastro-esofageo.

La tosse continua e produttiva – Indirizza di più verso una causa infettiva come una bronchite acuta/cronica o una polmonite. Anche i disturbi della deglutizione con aspirazione di materiale nelle vie aeree o carcinomi (sempre delle vie aeree) potrebbero manifestarsi con tale sintomatologia.

La tosse continua stizzosa (tipo tic) – E’ indicativa di stato d’ansia, ma potrebbe nascondere anche una tubercolosi polmonare.

Altre tipologie di tosse – La tosse, soprattutto notturna, secca e stizzosa, che compare in corrispondenza di nuovi farmaci, impone una rivalutazione della terapia. I farmaci, più comunemente implicati, sono quelli appartenenti alla classe degli ACE inibitori. Anche lo scompenso cardiaco cronico può manifestarsi con tosse insistente e secca, con ortopnea e in questo caso è giusto far prevalere i segni e i sintomi legati all’insufficienza cardiaca.

Esistono, poi, una serie di patologie polmonari rare che inducono a una progressiva trasformazione del tessuto polmonare con fibrosi. In questi casi il paziente si presenta affaticato, lamenta sensazione di “fame d’aria”, tosse secca con il riscontro dell’auscultazione del torace dei caratteristici rumori “a velcro”. Spesso il paziente riferisce anche l’esposizione a fattori di rischio per lo sviluppo di tali patologie, come numerose sedute di radioterapia, esposizione a tossici per attività lavorativa o diletto

La tosse

La tosse cronica, in generale, può manifestarsi, quindi, sotto varie forme, ognuna delle quali potrebbe essere correlata o indicativa di alcuni patologie.

Qui di seguito altre varietà di tosse:

  • Abbaiante – Le tracheiti dei bambini o un’infezione in corso da virus del morbillo.
  • Bovina – La paralisi delle corde vocali.
  • Convulsa – Nell’infezione da Haemophilus pertossi.
  • Metallica – Per compressione della trachea.
  • Trigeminale – Da irritazione del quinto nervo cranico.

 

L’associazione con escreato striato di sangue può essere indicativa di neoplasie, ascessi, bronchiti, tubercolosi, embolia polmonare, aneurisma e infine malattie emorragiche. Se si associa, invece, a vomica (emissione dalla bocca di materia purulenta) si dovrebbe sospettare la presenza di un ascesso polmonare o di una fistola tracheo-esofagea.

La sequenza con cui vengono condotte le indagini diagnostiche è dettata, comunque, dall’analisi differenziale ipotizzata dallo Specialista, sulla base della storia del paziente e dell’esito della visita medica. E’ importante sottolineare che il sintomo cronico consente una valutazione graduale.

Gli esami dirimenti sono la valutazione spirometrica e la radiografia del torace. La prima consente di misurare il flusso di aria nel corso della respirazione e di inquadrare, in poco tempo, se il problema principale sia l’ostruzione al flusso (tipica ad esempio della BPCO) o un alterato scambio di ossigeno e anidride carbonica (ad esempio in caso di fibrosi polmonare).

Ulteriori esami come Tac del torace, broncoscopia, ecocardiogramma, gastroscopia, vengono prescritti sulla base delle evidenze cliniche.

La cura

La terapia della tosse cronica è, ovviamente, determinata dalla diagnosi. Le pneumopatie croniche ostruttive e lo scompenso cardiaco necessitano di terapia specifica.

La tosse da reflusso gastro-esofageo migliora con l’avvio della dieta opportuna e con farmaci che riducono l’acidità gastrica. La tosse da farmaci scompare, invece, con la sospensione del farmaco ritenuto responsabile della patologia. E’ fondamentale eliminare tutti i fattori di rischio, come i farmaci (ACE inibitori o betabloccanti, anche nel collirio), il fumo di sigaretta, gli allergeni, i fumi in generale, le polveri e curare soprattutto le patologie concomitanti (reflusso gastro-esofageo e scompenso cardiaco). L’ uso degli antibiotici deve essere riservato solo alle situazioni specificatamente identificate e a genesi batterica

La terapia, a volte, potrebbe sembrare soltanto sintomatica, qualora la causa non sia identificata con rapidità. I farmaci che dovranno essere utilizzati, in questi casi non hanno azione narcotica e non procurano secchezza delle mucose (come il destrometorfano). Alcuni possono essere somministrati anche ai bambini (oxolamina), altri invece sono molto efficaci, ma potrebbero provocare un effetto sedativo.

FOCUS

Importante

Va ricordato, infine, che la tosse cronica non curata può dare complicanze, come perdita di coscienza, ipertensione, strappi muscolari, fuoriuscita di ernie inguinali, dolore muscolare, emorragie congiuntivali e persino aritmie e convulsioni.