L’acqua: fonte primaria di sali minerali

In collaborazione con la Dr.ssa Enrica Di Iuorio, Dietista, Ausl di Modena

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L’acqua è il costituente principale del nostro organismo e, sebbene non fornisca energia e quindi non apporti calorie, è essenziale per lo svolgimento di numerosi processi fisiologici. Agisce, infatti, da solvente per la maggior parte dei nutrienti:

  • Minerali;
  • vitamine idrosolubili;

Interviene attivamente nei processi di digestione, assorbimento, trasporto e utilizzo dei nutrienti oltre che per l’eliminazione delle scorie metaboliche. L’acqua, inoltre, è fondamentale per la regolazione della temperatura corporea, ed è una fonte di sali minerali.

Quanta acqua serve al nostro corpo?

La quantità totale di acqua in un organismo varia in funzione:

  • dell’età;
  • del sesso;
  • della composizione corporea (il tessuto adiposo contiene meno acqua del tessuto magro);
  • del tipo di alimentazione;
  • del peso del soggetto.

I valori partono dal 64% all’84% del peso corporeo nel neonato e diminuiscono progressivamente, fino a raggiungere circa il 45% del peso corporeo nell’anziano. Negli adulti l’acqua totale corporea è pari al 60% che corrisponde a 42-45 litri.

È essenziale per la vita, in quanto la quantità di liquidi prodotta dal nostro corpo con il metabolismo, non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero.

Come bilanciarla in modo corretto

Il bilancio dell’acqua risulta influenzato dalle abitudini sociali e culturali dell’individuo in relazione alla dieta, all’attività fisica e ai fattori ambientali.

Durante l’esercizio, la temperatura corporea aumenta e per effetto compensatorio aumenta anche, il flusso sanguigno a livello della cute. In questo modo viene prodotto il sudore per dissipare il calore. La produzione di sudore durante l’esercizio fisico prolungato, in un ambiente caldo, può portare ad una massiva perdita di acqua, attraverso il sudore e se non vengono assunti liquidi, si può avere un deficit idrico, che comporta un aumento sia della temperatura corporea che dello sforzo cardiovascolare, con conseguente riduzione delle prestazioni durante l’esercizio.

I bisogni individuali di liquidi sono correlati:

  • al dispendio energetico;
  • alle perdite idriche;
  • alla funzionalità renale.

Di fatto, in condizioni normali di temperatura e attività fisica, si arriva a fissare un apporto pari a 2,5 litri al giorno per gli uomini e 2 litri per le donne. Una condizione fisiologica che richiede attenzione è la gravidanza, dove è stato stimato un aumento dei fabbisogni idrici.

Anche le eccessive perdite dovute a stati patologici quali, febbre, diarrea, vomito o grave emorragia, devono essere bilanciate da un’assunzione aggiuntiva.

D’altro canto, situazioni cliniche specifiche, in particolare l’insufficienza cardiaca e renale, possono richiedere una limitazione dell’assunzione di liquidi

Per quanto riguarda le persone anziane (soggetti con età maggiore di 65 anni), dovrebbero essere considerate a rischio di disidratazione a causa di una serie di cambiamenti fisiologici legati all’età ed incoraggiate a consumare una quantità adeguata di liquidi.

L’importanza dei sali minerali

L’acqua interviene in molteplici attività metaboliche e questa sua funzione è, spesso, associata al suo ruolo di apporto e/o trasporto di “sali minerali”, sostanze inorganiche con funzioni biologiche essenziali. I minerali partecipano a:

  • processi cellulari fondamentali per lo sviluppo di tessuti e organi (tra i quali la formazione di denti e ossa);
  • alla regolazione dell’equilibrio idrosalino che presiede agli scambi cellulari;
  • all’attivazione di numerosi cicli metabolici, (tra i quali le reazioni necessarie per le funzioni energetiche dell’individuo).

 

Gli esseri viventi non sono in grado di produrre, autonomamente, alcun minerale: i sali vengono, quindi, assimilati attraverso l’acqua e gli alimenti.

Nella definizione di una dieta corretta per il mantenimento di un buono stato di salute, occorre considerare che la quantità di sali minerali introdotta nel nostro organismo, spesso, non coincida con la quota “biodisponibile”, effettivamente assorbita e metabolizzata. È anche importante evidenziare che, sebbene, il fabbisogno giornaliero di sali minerali sia minimo, rispetto ad altre sostanze nutrienti quali lipidi, proteine e carboidrati, i sali vengono continuamente eliminati con fluidi biologici ed escreti, e devono pertanto, essere efficacemente reintegrati tramite l’alimentazione.

È da considerare che gli elementi presenti in acqua, come gli ioni liberi, risultano di norma più prontamente assimilabili dall’organismo umano rispetto alle forme legate in molecole complesse, tipiche negli alimenti.

FOCUS

E’ importante sapere che…

In linea generale, le esigenze di acqua e minerali essenziali, durante l’infanzia, sono notevolmente più elevate rispetto ai fabbisogni dell’adulto. Stati fisiologici particolari, come stress, sudorazioni eccessive o patologie specifiche con perdite di fluidi (esempio a seguito di vomito e diarrea persistenti) oppure condizioni climatiche associate ad elevate secrezioni di liquidi o particolari regimi dietetici o condizioni fisiologiche (gravidanza, allattamento) espongono a deficit di sali minerali e disidratazione e richiedono un pronto e completo recupero dell’equilibrio idrico e salino. In queste situazioni l’apporto alimentare può risultare insufficiente e, quindi, si vede necessario intervenire con delle supplementazioni attraverso integratori o acque particolarmente mineralizzate.