L’importanza dei solari come prevenzione sulla pelle. Attenzione alle macchie!

Con la collaborazione della Dott.ssa Patrizia Paganini, Specialista in Dermatologia e Venereologia (Bologna)

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Negli ultimi anni si è posta una grande attenzione sui danni indotti dalle radiazioni solari ultraviolette sulla pelle, soprattutto, in relazione all’incremento dei tumori cutanei (fotocarcinogenesi).

Il piacere di esporsi al sole, quindi, non deve fare dimenticare i danni, che una esposizione, non protetta, può dete minare sulla cute. Infatti, le statistiche dimostrano che i danni da esposizione ai raggi UV sono in aumento a causa di un atteggiamento più superficiale delle persone che si espongono sempre più spesso, per periodi brevi, ma intensi e in modo cronico, per tutto l’anno.

Bisogna considerare che l’uso dei prodotti protettivi solari non deve essere esclusivo dei mesi estivi!

Eritemi e ustioni solari

Gli eritemi e le ustioni solari costituiscono le conseguenze più immediate di un’incauta esposizione, a cui seguono nel lungo periodo:

  • la perdita di elasticità,
  • perdita di tono;
  • ispessimento cutane;
  • xeros;
  • comparsa di rughe endi macchie.

Quadro che si identifica nel fotoinvecchiamento (fotoaging) da distinguersi dal cronoinvecchiamento dovuto a modificazioni fisiologiche legate al proprio patrimonio genetico. Da tutto ciò scaturisce l’importanza della fotoprotezione, sia nella prevenzione dei danni immediati sia più tardivi da accumulo silente di radiazioni, che possono sfociare nell’induzione alla fotocarcinogesi o nel fotoinvecchiamento, di cui la componente pigmentaria, cioè la comparsa di “macchie”, è sempre più considerata importante, soprattutto, dai pazienti che si sono dimostrati molto più sensibili a tale argomento, rispetto ad un aumento del rischio di tumori cutanei.

Le macchie

Le discromie o macchie della pelle indicano una modificazione circoscritta o diffusa del normale colorito cutaneo. Si suddividono in due grandi gruppi:

  • Ipermelanosi o ipercromie – caratterizzate da un incremento della melanina della cute, il pigmento responsabile del colore della pelle e mezzo di difesa dalle aggressioni delle radiazioni UV.
  • Ipomelanosi – con riduzione o assenza di melanina cosicchè la cute appare più chiara rispetto al normale.

Nell’ambito delle ipermelanosi che costituiscono la maggioranza delle macchie di cui si lamentano i pazienti, le cause possono essere diverse e complesse, con implicazioni genetiche ed ambientali. Nella maggior parte dei casi sono riconducibili ad un aumento e ad un’anomala distribuzione della melanina. Tra i fattori scatenanti:

  • l’eccessiva esposizione ai raggi UV (sia solari sia derivanti da sorgenti artificiali);
  • l’assunzione di alcuni farmaci fotosensibilizzanti o fototossici;
  • fattori ormonali;
  • applicazioni di cosmetici o profumi contenenti essenze fotosensibilizzanti.

La combinazione di questi fattori provoca una difficoltà di eliminazione della melanina e quindi la formazione della macchia.

I tipi di macchie scure più frequenti

Lentigo attiniche o senili

Sono macchie tondeggianti, di colorito variabile dal marrone chiaro al marrone scuro, frequenti nelle zone fotoesposte volto, mani, viso e scollatura. Compaiono dopo un’ustione solare oppure in conseguenza di un’esposizione cronica ai raggi UV.

Melasma

Iperpigmentazione diffusa, molto comune nelle donne che colpisce il volto, soprattutto, zigomi e fronte. Nella sua genesi intervengono l’azione combinata degli ormoni (estrogeni)e l’esposizione ai raggi UV. Si tratta, spesso, di donne in gravidanza o che assumono pillole anticoncezionali.

Iperpigmentazione post infiammatoria

Si tratta di macchie che compaiono a seguito di processi infiammatori dermoepidermici, come gli eczemi cronici, il lichen planus o l’acne e possono essere transitorie o durevoli.

La fotoprotezione

La nostra pelle è stata dotata di complessi ed efficienti apparati fotoprotettivi, che determinano, entro certi limiti, che le radiazioni UV non producano specifici danni. L’abbronzatura costituisce un meccanismo di difesa: infatti la nostra cute inizia ad ispessirsi per impedire la penetrazione dei raggi UVA ed UVB già 48 ore dopo l’irradiazione, a cui si aggiunge l’aumento di attività dei melanociti per la produzione di melanina. Attualmente però si ritiene che le capacità di filtro della melanina non siano così eccezionali, soprattutto, in situazioni di forte intensità di assorbimento di energia. Il danno fotoindotto è provocato sia dall’azione dei raggi di tipo UVA sia UVB e si può esplicare sul DNA delle cellule.

Gli ultimi studi hanno dimostrato la maggiore rilevanza degli UVA (raggi a lunghezza d’onda lunga) nel determinare sia il fotoinvecchiamento, sia l’induzione alla fotocarcinogenesi.

  • Gli UVA penetrano nel derma provocando un danno indiretto sul DNA, tramite il rilascio di radicali liberi, come l’ossigeno singoletto o il radicale ossidrile, che provocano danni alle cellule.
  • Gli UVB, che sono responsabili dei danni immediati come l’eritema e l’ustione, agiscono invece direttamente sul DNA provocando alterazioni genetiche (mutazioni) in alcuni casi, danno inizio ad un processo di trasformazione neoplastica.

Importanza dell'utilizzo dei solari

La nostra pelle deve essere protetta quotidianamente anche nel periodo invernale perché, soprattutto, gli UVA che sono i più dannosi, sono presenti durante tutto l’anno, senza variare di intensità nelle varie stagioni. Dobbiamo tenere presente che, oltre a prevenire la luce diretta del sole, la radiazione UV può anche essere riflessa da vari elementi dell’ambiente come la neve (85%), l’acqua (30%), la sabbia (fino al 20%) e che ci si può scottare anche all’ombra. Gli UVA, inoltre, non sono schermati da materiale plastico o vetri, per cui risultiamo fotoesposti anche in ambienti chiusi. Sicuramente il modo migliore di proteggersi dai gravi effetti a lungo termine delle radiazioni UV è quello di ridurre la durata dell’esposizioni totali, soprattutto, nelle ore centrali del giorno, dove i raggi UVB arrivano con il massimo di intensità ed avere accorgimenti come:

  • cappelli;
  • occhiali;
  • abbigliamento adeguato.

Ma, soprattutto, utilizzare prodotti solari di protezione, ricordando però che non è garantita una protezione totale. Mettersi un filtro solare non vuol dire non abbronzarsi, ma farlo meglio con maggiore durata e sicurezza per la pelle.

Tali prodotti devono proteggerci sia dall’UVB sia dall’UVA: solo recentemente i prodotti recano in etichetta sia il valore di protezione SPF (sun protection factor) calcolato per la banda UVB, sia quello per al banda UVA calcolato con il metodo PPD (persistent pigment darkening) o IPP (immediate persistent pigmentation ).

FOCUS

Come scegliere la giusta protezione per evitare le macchie

Il migliore consiglio per evitare le macchie è limitare le lunghe esposizione al sole e alle lampade a raggi UVA. Utilizzare un'attenta e costante fotoprotezione anche durante i mesi invernali con fotoprotettivi con spf alto (30-50) o molto alto (50+). Tali prodotti, durante l'esposizione, andrebbero rinnovati ogni due tre ore. Sospendere o sostituire, dove possibile, eventuali farmaci responsabili di iperpigmentazioni. Negli ultimi studi si è iniziato a parlare anche di fotoriparazione del DNA danneggiato dagli UVB, attraverso l'utilizzo di enzimi fotoliasi, estratti attualmente dal plancton, che possono agire sul danno provocato dagli UVB. Tali enzimi sono stati aggiunti in molte formulazioni di schermi solari, aumentando la protezione cutanea dai raggi UV. Ricordiamoci, infatti, che la prevenzione è sempre molto importante e non va disgiunta da eventuali metodiche dermatologiche, sempre abbastanza complesse e lunghe, per il trattamento del fotoaging.