Mappatura dei nei: l’importanza della prevenzione

Con la collaborazione della Prof.ssa Annalisa Patrizi Dermatologia e Venerologia Professore Alma Mater Università di Bologna (Bologna)

Condividi l'articolo!

Facebook
WhatsApp
Email

E’ fondamentale chiarire cosa s’intende per nevi (o nei) melanocitici e perché è importante il mappaggio nei. Questo controllo andrebbe fatto, almeno, una volta nella vita. Sole, tintarella artificiale e creme solari non adatte stanno, infatti, facendo aumentare in tutti i Paesi occidentali i casi di melanoma, un tumore della pelle molto aggressivo, che scoperto tempestivamente, consente terapie efficaci e la guarigione completa. La prevenzione parte da buone abitudini e dall’ambulatorio del Dermatologo.

I nei melanocitici

Comunemente chiamati nei, rappresentano una frequente lesione cutanea benigna, di forma e dimensioni variabili, costituita dall’accumulo di cellule chiamate melanocitici, su aree della pelle per lo più esposte al sole.

Solo l’1-6 % dei neonati presenta un neo già alla nascita chiamato congenito, i restanti nei sono acquisiti, cioè compaiono nel corso della vita e si chiamano pertanto nevi acquisiti.

Il numero cambia da soggetto a soggetto ed è influenzato dalla predisposizione genetica e spesso familiare e si modifica nel corso della vita. I nei infatti, iniziano solitamente a comparire nell’infanzia in piccolo numero, raggiungendo il valore definitivo dell’adulto dopo la pubertà, epoca in cui il loro numero aumenta vistosamente.

Tuttavia, anche in età adulta, possono continuare a comparire fisiologicamente; in particolare nelle donne, durante la gravidanza è frequentemente riportato, sia un notevole aumento del numero dei nei, sia un cambiamento dell’aspetto nei preesistenti.

Esistono diversi tipi di nei, sempre nell’ambito della benignità:

  • piani, di colore spesso più scuro;
  • più chiari sovente rilevati;
  • a superficie liscia e lucente;
  • ricoperti di peli.

I nei congeniti, soprattutto se di grandi dimensioni (> di 20 cm) presentano, talora, colore e superficie non uniforme e sono spesso ricoperti da grossi peli scuri. La presenza di peli si può osservare sulla superficie, sia di nei congeniti che acquisiti di più piccole dimensioni e non costituisce un criterio di malignità

Il melanoma

Il melanoma in più dell’80% dei casi non origina da un pre-esitente neo, come spesso si crede, ma viene acquisito per lo più in età adulto/anziana, su cute sana. Esso inizialmente si maschera insieme ai nei presenti nel paziente, simulando di essere un neo benigno.

Il suo colore più scuro, la forma irregolare, ma soprattutto la crescita asimmetrica della lesione, suscita il sospetto, soprattutto, ad un occhio esperto. Tali caratteristiche di allarme vengono riassunte nell’acronimo ABCD. In particolare:

  • A sta a significare asimmetria, nella forma della lesione.
  • B bordi irregolari, per esempio frastagliati o con brusche interruzioni.
  • C significa colore non uniforme, quindi sfumato o con accumuli di pigmento distribuiti irregolarmente sulla superficie della lesione.
  • D indica dimensioni pari o superiori a 6 mm.

Recentemente sono stati elaborati criteri aggiuntivi alla regola ABCD, che sono EFG, in cui:

  • E sta per Elevation, ovvero la lesione ha sviluppato un’area rilevata, rispetto al piano cutaneo;
  • F sta per Fixed o fissa, quando la sua consistenza alla palpazione, è aumentata ed è diventata dura,
  • G sta per Growth o crescita, indica un rapido aumento dimensionale della lesione in poco tempo.

     

    Di conseguenza, il cosiddetto mappaggio dei nei consiste in 2 diverse metodiche: manuale o digitale.

Il mappaggio manuale

Detto anche visivo, può essere realizzato da un auto controllo delle lesioni pigmentate presenti sulla propria cute, da parte del paziente stesso, oppure eseguito in corso di un’accurata visita clinica, da parte dello Specialista, che solitamente si aiuta con l’utilizzo di lenti e/o di un dermatoscopio manuale. Quest’ultimo permette un ingrandimento fino a 20 volte della lesione pigmentata e permette di individuarne meglio le caratteristiche.

Il mappaggio computerizzato

Detto anche digitale, presenta 2 vantaggi:

  1. raccogliere le immagini e registrarle nel database
  2. ottenere un ingrandimento maggiore.

 

Ciò consente il confronto delle immagini digitalizzate ai controlli successivi. Questa metodica super-specialistica, può esser refertata solo da un Dermatologo e va limitata a lesioni con caratteristiche sospette. Non è necessaria per un controllo di nei banali.

Deve essere lo Specialista ad individuare le lesioni da sottoporre a questo tipo di indagine. Il mappaggio dei nei è balzato all’attenzione dell’interesse pubblico negli ultimi anni, parallelamente ad un aumento considerevole del numero dei melanomi in tutto il mondo. Tale dato si è realizzato anche grazie allo sviluppo di apparecchiature strumentali all’avanguardia, per la diagnosi precoce del melanoma.

Quando fare l’esame

La videodermoscopia (o epiluminescenza) non provoca alcun dolore e dura un tempo variabile a seconda del numero dei nevi da sottoporre a tale metodica.

Il Dermatologo osserva la pelle e i nei direttamente tramite il videodermatoscopio che ha una videocamera digitale, collegata ad un computer dove si osservano le immagini a diversi ingrandimenti. Se a un ulteriore controllo, si presenta una modificazione del neo, deve suonare un campanello d’allarme, che può indirizzare all’asportazione chirurgica e al conseguente esame istologico, il solo che può confermare, se si trattava di un neo atipico o di un melanoma in una fase iniziale.

In casi particolari ci si può avvalere anche della Microscopia Laser Confocale che permette una visualizzazione di immagini ancora più accurata in bianco e nero delle cellule dell’epidermide e del derma superficiale sottostante della lesione da esaminare.

… E il primo controllo

Il momento più opportuno per fare il primo controllo dei nei dipende da molteplici fattori: l’epoca di comparsa dei nei, se presenti dalla nascita o dai primi mesi di vita, l’anamnesi patologica familiare, se un parente ha subito o meno l’asportazione di un melanoma, se vi sono patologie di base (difetti genetici etc..) che predispongono per lo sviluppo di neoplasie. I controlli successivi verranno impostati con frequenza variabile a discrezione dello Specialista (3-6-12 mesi), a seconda di altri fattori, come la presenza di nei atipici o che hanno subito cambiamenti rispetto ai precedenti controlli e la storia personale positiva per un melanoma.

Anche il numero dei nei stessi, di lentiggini solari ed il fototipo (cioè il colore della pelle e la capacità di abbronzarsi al sole) del paziente costituiscono dati importanti, per decidere quando effettuare la prima valutazione dermatologica.

FOCUS

La prevenzione salva la vita!

L’autoesame dei nei L’autoesame consiste in semplici gesti, che aiutano a conoscere i propri nei, il loro numero, la posizione, la forma, la grandezza ed il colore. Controllare periodicamente i nei con la semplice ispezione visiva, consente a chiunque di osservare se si sono verificate modificazioni e di sottoporre all’attenzione del proprio Dermatologo di fiducia, uno o più nei che destano sospetto o preoccupazione. La lotta al melanoma si può vincere solo con la prevenzione e con la diagnosi precoce. La sorveglianza dei propri nei e di quelli dei propri cari è già prevenzione del melanoma. Chi deve fare l’autoesame? Deve essere fatto da tutti, ma con particolare riguardo da chi: • ha già avuto un melanoma • ha avuto un familiare colpito da melanoma; • è chiaro di pelle, con capelli biondi o rossi ed occhi chiari; • ha la pelle invecchiata dal sole; • ha avuto almeno due episodi di “scottature” (ustioni) solari in giovane età; • ha molti nei; • ha nei cosiddetti “a rischio”. Tutti noi, purtroppo, possiamo sviluppare un melanoma!