Micosi e Onicomicosi: le cause e le successive cure da seguire

Con la collaborazione della Dr.ssa Anna Maria Peluso, Specialista in Dermatologia (Bologna)

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Le micosi cutanee sono patologie epidermiche causate dai funghi, i dermatofiti, che si suddividono in 3 generi:

  • Microsporum;
  • Epidermophyton;

 

Non solo i funghi ma anche i Lieviti (la Candida) danno origine alle micosi cutanee. Oltre alla cute, i funghi si localizzano anche a livello delle unghie dando origine all’Onicomicosi. Le patologie cutanee più comuni sono:

  • Pityriasis Versicolor;
  • Tinea corporis;
  • Tinea cruris ;
  • Tinea Pedis.

 

Nella maggior parte dei casi esistono, comunque, fattori favoriscono lo sviluppo di infezioni fungine, quindi una ridotta efficienza del sistema immunitario:

  • l’uso prolungato di antibiotici (possono alterare la flora battericadell’organismo);
  • il diabete;
  • la scarsa igiene.

Pityriasis Versicolor

E’ la micosi cutanea più diffusa, causata da Pityrosporum orbicolare, un lievito saprofita (comunemente presente sulla cute di ognuno di noi), che in particolari condizioni quali l’immunosoppressione o in presenza di fattori predisponenti locali, come l’iperseborrea, l’aumentata sudorazione, l’utilizzo prolungato di indumenti sintetici, contribuiscono all’attivazione del lievito che determina la comparsa di lesioni cutanee.

Le manifestazioni cutanee della Pityriasis Versicolor possono essere macchie piccole rotondeggianti di colorito brunastro, localizzate al:

  • collo;
  • spalle;

In alternativa, macchiette rotondeggianti di colorito bianco porcellanaceo. L’ultima forma è la più comune dopo l’esposizione ai raggi IV, sempre nelle stesse sedi. Raramente la Pityriasis si manifesta con chiazze rosate e con squame superficiali.

La diagnosi è fondamentalmente clinica e si attua con la lampada di Wood che assume:

  • una fluorescenza giallo verdastra nelle forme iperpigmentate;
  • una fluorescenza grigio bluastra nelle lesioni ipopigmentate.

La lampada di Wood spesso è utile per capire che la Pityriasis Versicolor è molto più estesa di quanto appare all’esame obiettivo.

La terapia si avvale di lozioni e shampoo a base antimicotica da ripetere tutte le sere per almeno 1 mese. Nei casi più gravi si associa ad una terapia con antimicotico orale tipo pulse therapy (cioè 7 giorni consecutivi), seguito dall’assunzione del farmaco per 2 giorni alla settimana, per 1 mese.

Tinea Corporis

Una micosi cutanea, spesso asintomatica clinicamente caratterizzata da una chiazza ovalare a risoluzione centrale e a lenta estensione centrifuga.

Le cause più comuni sono:

  • il Microsporum canis da animale da compagnia (gatti e cani);
  • il Trichophyton rubrum nel cui caso le lesioni cutanee sono secondarie, spesso causate da auto inoculazione e da piccoli foci trascurati (tipo la tinea pedis).

La diagnosi è spesso clinica confermata dall’esame microscopico diretto.

La terapia in genere è caratterizzata dall’assunzione di un topico a base di un antifungico, da consumare per almeno 7 giorni.

Tinea Pedis

Comunemente chiamato piede d’atleta è la micosi cutanea più comune. Molto frequente tra i giovani e di mezza età. I fattori ambientali sono i fattori favorevoli più comuni, quali il clima caldo umido (ad es. palestre, piscine e saune) insieme ai fattori individuali, tipo utilizzo di calzature in gomma, iperidrosi, predisposizione genetica, che comportano la macerazione degli spazi interdigitali plantari e che favorisce la parassitazione dei funghi. La trasmissione avviene, soprattutto, attraverso le squame infettate dal fungo, rilasciate da soggetti infetti. I dermatofiti sopravvivono anche mesi nelle squame parassitate. Poiché è molto difficile sterilizzare completamente gli effetti personali, è frequente la reinfezione dello stesso individuo.

Gli indumenti (calze e scarpe) gli asciugamani, gli attrezzi sportivi, le pedane delle docce, rappresentano le principali fonti di infezione. Clinicamente si distinguono 3 tipi di presentazioni della tinea pedis:

  • Varietà intertriginosa – la più comune che spesso interessa il III e IV spazio interdigitale dove si apprezza una piccola desquamazione biancastra. In alcuni casi si manifesta con vere e proprie aree macerate oppure con tagli e fessurazioni. Può succedere che questi tagli rappresentno l’ingresso per patologie infettive tipo l’erisipela (infezione del polpaccio).
  • Varietà ipercheratosica interessa completamente la regione plantare fino ad estendersi alle superfici laterali e mediali del piede. Si passa da una fine desquamazione fino ad interessare tutto il piede, in modo tale da sembrare un mocassino. Spesso si può presentare, contemporaneamente, un’onicomicosi.
  • Varietà vescicolosa o vescicolobollosa – comunemente definita anche disidrosica. Questa forma è caratterizzata da vescicole sierose o siero purulente che possono andare incontro ad erosioni.

 

La diagnosi è l’esame microscopico diretto e la terapia in caso di non risposta al solo topico antimicotico, si può integrare con antimiotico, per via orale, per 7 giorni.

Tinea Cruris

E’ una lesione inguinale desquamativa in genere bilaterale, ma non simmetrica, comune nei giovani e negli adulti, favorita da clima caldo umido, dall’uso di indumenti contaminati e dall’obesità. Anche in questo caso la diagnosi è con l’esame microscopico diretto.e la terapia è la stessa della Tinea Pedis.

L’onicomicosi è l’infezione ungueali da miceti che possono essere causate dai dermatofiti, da muffe non dermatofiti e da lieviti del genere Candida.

Le onicomicosi da dermatofiti si presentano in 4 modi diversi in base alle modalità di invasione dell’apparato ungueale da parte delle ife micellari.

ONICOMICOSI SUBUNGUEALE DISTALE – E’ la forma più frequente, dove i miceti invadono il letto ungueale a partire dalla regione plantare, esiste una predisposizione genetica. Questa forma si manifesta con ipercheratosi (aumento di spessore) del letto ungueale, che solleva la porzione distale della lamina.

ONICOMICOSI BIANCA SUPERFICIALE – Le ife fungine parassitano sin dall’inizio la porzione superficiale della lamina causando chiazze bianche a margini netti e a superficie irregolare e friabile. Colpisce le unghie dei piedi nel 90% dei casi e si associa frequentemente alla tinea pedis interdigitale.   

ONICOMICOSI PROSSIMALE – Le ife fungine raggiungono la matrice ungueale a partire dalla piega ungueale prossimale e vengono, successivamente, incorporate negli strati ventrali della porzione prossimale della lamina. Puo’ localizzarsi sia a livello delle mani che dei piedi. Clinicamente l’unghia presenta un’area di colorito biancastro a livello della lunula e la superficie della lamina è normale.

ONICOMICOSI TOTALE – Di rara osservazione, rappresenta la possibile evoluzione delle forme cliniche precedenti.

ONICOMICOSI DA MUFFE NON DERMATOFITICHE – Possono presentarsi con quadri clinici simili alle onicomicosi da dermatofiti.

FOCUS

Diagnosi di onicomicosi e diagnosi differenziale

La diagnosi di onicomicosi necessita di una conferma microbiologica mentre a diagnosi differenziale tra onicomicosi ed alcune malattie non fungine delle unghie non puo’ essere fatta solo con l’esame clinico. In particolare sia la psoriasi che l’acrodermatite di Hallopeau possono causare manifestazioni ungueali, difficilmente distinguibili dalle lesioni delle onicomicosi. L’esame microscopico diretto e/o l’isolamento del micete responsabile delle lesioni in coltura è indispensabile per porre diagnosi di onicomicosi. Per il prelievo dei campioni del materiale ungueale si utilizza uno strumento idoneo. Per evitare l’alta percentuale di falsi negativi o l’isolamento di miceti saprofiti, non patogeni, è importante effettuare il prelievo nell’area dove sono attivi i filamenti micellari. Per questo motivo la sede e le modalità di raccolta del prelievo variano in base al tipo clinico dell’onicomicosi. La biopsia ungueale è utile nei casi in cui il sospetto clinico di onicomicosi è molto forte, ma l’esame microscopico e colturale risultano negativi. La terapia dell’onicomicosi consiste nell’assumere 1 settimana al mese un farmaco antimicotico, per via orale per 6 mesi, per un totale di 6 settimane.